Padre Matteo Ricci
 

Le innovazioni scientifiche e tecnologiche

 

I risultati conseguiti da Ricci in questo ambito, il fine che egli perseguiva con la sua attività scientifica, ossia dare credito alla religione cristiana, gli obiettivi strategici che si proponeva, in primis la riforma del calendario cinese, sono bene espressi in questo passaggio di una lettera a J. Alvares, assistente del superiore generale dell'Ordine, C. Acquaviva, del 12 maggio 1605:

Come io qua con questi mappamondi, horiuoli, sphere e astrolabij et altre opre, che ho fatte e insegnate, venni a guadagnar nome del maggior matematico che ha nel mondo, e se bene non ho qua nessun libro di astrologia, con certe efemeridi e repertorij portughesi, alle volte predico le eclissi assai più puntuali che loro; e così quando dico che non ho libri e non mi voglio mettere a emendare le loro regole, puochi sono che me lo credano. Dico poi che, se qua venisse questo matematico che dissi, potressimo voltare le nostre tavole in lettera sinica, il che farò io assai facilmente, e pigliar l'assunto di emendare l'anno che ci darebbe grande reputatione, aprirebbe più questa entrata nella Cina e staressimo più fissa e liberamente (L, 408).

 

Geografia e cartografia

Il primo e immediato strumento per l'apertura della Cina sul mondo fu la redazione in cinese di carte geografiche di tutta la terra. Sulla base delle informazioni ricciane e delle carte successive, possiamo ricostruire così la prima carta redatta da Ricci a Zhaoqing e la sua presentazione al governatore Wang Pan, evento epocale nella storia della Cina.

  Nella carta cinese Ricci aveva adottato, trasferendolo ai nuovi osservatori, il criterio costruttivo dei cartografi europei. Questi avevano posto il continente europeo, con l'Africa, al centro; le Americhe a sinistra e l'Asia a destra, con la Cina e il Giappone posti agli estremi confini orientali. Ora Ricci sposta al centro della carta il continente del proprio osservatore, che vede l'Europa e l'Africa a sinistra, le Americhe a destra. Osservando il mondo così largo e la Cina, benché posta quasi al centro di esso, così piccola rispetto all'immaginazione che ne avevano, i visitatori più ignoranti rimanevano increduli e si facevano beffe di quella rappresentazione del mondo. Ma i più colti e avveduti potevano comprendere e apprezzare il bell'ordine dei meridiani e dei paralleli, delle linee degli equinozi e dei tropici, di tutte quelle terre e monti e mari con i propri nomi cinesi, per la prima volta tradotti dal mappamondo europeo. Sicché non potevano fare a meno di credere che tutto quel che vedevano stampato in quella carta, benché fino a quel momento inimmaginabile, fosse vero.

 

Geometria

Poco dopo la morte di Ricci, a un eunuco che si dimostrava sorpreso per la concessione imperiale di un terreno per la sepoltura dello straniero Matteo Ricci e si chiedeva che cosa questi avesse fatto per meritare tale privilegio, un alto mandarino rispose: "Basterebbe la traduzione della Geometria di Euclide".

  Ricci aveva compreso sin dall'inizio l'importanza strategica della traduzione in cinese della geometria:

1. per fornire un supporto indispensabile alle scienze naturali e applicate;

2. per introdurre la logica aristotelica, sulla quale era in gran parte basata anche la teologia cristiana;

3. per acquisire il credito degli intellettuali cinesi verso se stesso e l'Europa, come portatori della religione cristiana. Ricci aveva provato ben presto a tradurre la Geometria, prima a Shaozhou con l'aiuto di Qu Taisu tra il 1588 e il 1590, poi da solo; ma aveva dovuto desistere per la difficoltà dell'impresa. Infine tentò di nuovo a Pechino, e questa volta con successo, insieme all'amico Xu Guangqi.

 

Scienze e tecniche della misurazione

La novità e l'importanza di tali tecniche, riguardanti sia le distanze spaziali sulla terra e tra i corpi celesti, sia la misura del tempo, sta nell'introduzione e utilizzazione di metodi matematici applicati alla osservazione empirica. Le principali opere nelle quali si espongono tali tecniche e teorie sono: Hungai tongxian tushuo (Astrolabio e sfera con figure e commento), Pechino 1607; Riqiu dayu diqiu, diqiu dayu yueqiu (Disco solare più grande del globo terrestre e questo più grande del disco lunare), Pechino, dopo 1606-7; Huangrong jiaoyi (Trattato di figure isoperimetriche), Pechino 1609; Tongwen suanzhi (Trattato di aritmetica), stampato postumo, Pechino 1613; Celiang Fayi (Teoria e metodo delle misure), stampato postumo nel 1617.

L'introduzione di tali teorie della misurazione matematica costituì, al di là del modello teorico complessivo di carattere cosmologico ed astronomico aristotelico-tolemaico, destinato ad essere di lì a poco abbandonato in Europa e nel resto del mondo, il vero importante e duraturo apporto della scienza occidentale alla Cina.

 

Astronomia

Grazie alla fama di astronomo che Ricci acquisisce soprattutto per i suoi mappamondi, oltre che per gli strumenti di misurazione e rappresentazione del cielo che costruiva continuamente, viene invitato dal ministro dei riti di Nanchino Wang Zhongming a occuparsi della riforma del calendario cinese: una impresa che Ricci considera prioritaria rispetto a tutta l'attività scientifica che egli potrebbe dispiegare. Il primo tentativo di avviare tale riforma, con un viaggio a Pechino al seguito del ministro nel 1598, fallisce per il clima di sospetto nei confronti degli stranieri che aleggia nella capitale a causa dell'invasione giapponese della Corea.

È negli anni di Pechino che Ricci dispiega il massimo impegno in campo astronomico, specialmente grazie alla collaborazione del letterato e geografo Li Zhizao. Come l'altro grande amico Xu Guangqi collabora con Ricci alla traduzione dei primi sei libri della Geometria di Euclide, Li Zhizao lavora alla traduzione delle opere geografiche ed astronomiche. Con lui Ricci realizza il grande mappamondo in sei pannelli del 1602, da cui deriva l'estensione in otto pannelli del 1603. E nel 1607, mentre viene pubblicata la traduzione cinese della Geometria, esce anche la traduzione cinese dell'Astrolabio di Clavio a cura di Li Zhizao.

  Ricci aveva trasmesso alla Cina i principi della cosmologia e dell'astronomia aristotelico-tolemaica, presentati come "verità" e come tali, secondo l'affermazione dell'autore, accettati dai cinesi. Il risultato di questo insegnamento, a sua volta finalizzato a un risultato ulteriore, ossia l'apertura della Cina alla predicazione del cristianesimo, era stata dunque la conquista del rispetto e del riconoscimento da parte cinese della pari civiltà dell'Occidente. Risulta per noi paradossale che tale riconoscimento venga conseguito con una dottrina astronomica che l'Occidente stava negli stessi anni abbandonando. Proprio nel 1610, mentre Ricci muore a Pechino, Galilei pubblica il Sidereus nuncius, contenente le nuove osservazioni sulla luna, sui pianeti medicei di Giove e sulla via lattea, compiute con il cannocchiale.

Tuttavia, la lezione di Ricci, benché destinata ad essere presto superata, non fu inutile né caduca sotto il profilo della trasmissione del metodo scientifico nella osservazione del cielo e della sua fondazione geometrico-matematica. Anche in ambito scientifico, come rispetto alla predicazione del cristianesimo, a Ricci era spettato il compito di "rompere la terra", ossia di preparare il terreno alla scienza che verrà. La Cina era stata posta in condizione di poter seguire l'evoluzione della scienza occidentale e, forse memore e grata di tale contributo, ha voluto raffigurare Ricci nell'altare del millennio con un telescopio in mano.

 

Meccanica

Si può affermare che Matteo Ricci si aprì la strada della Cina con i suoi orologi, solari e meccanici, per conoscere le ore di giorno e anche di notte (Al Viceré di Nanchang regala "un Horiolo per saper l'hora di notte per le stelle del polo artico"). L'imperatore gli ordina di disegnare e spiegare ai matematici di corte la struttura degli orologi, pezzo per pezzo, e Ricci ne conia la relativa terminologia cinese. Ancora oggi gli orologiai di Canton venerano "Budda Ricci" come loro protettore.

Si veda la citazione che segue concernente Xu Guangqi; Sabatino De Ursis, chiamato da Ricci negli ultimi anni a Pechino, compose un trattato di macchine idrauliche, rimasto fino a noi: Taixi shuifa (Trattato sulle pompe idrauliche)

Ricci e i gesuiti successivi iniziarono a trasmettere anche le tecniche occidentali di fusione del bronzo, anche per la costruzione di armi da fuoco. L'interesse dei gesuiti per il potenziamento dell'esercito cinese era finalizzato anche a rendere la propria presenza in Cina in qualche modo insostituibile. Stando a una notizia tratta dalla Storia della dinastia dei Ming, Ricci avrebbe insegnato a Xu Guangqi anche a fondere il bronzo per farne armi da fuoco: «[Xu Guangqi] studiò con Li Madou, uomo dell'Occidente, l'astronomia, il calcolo del calendario, la fabbricazione delle armi da fuoco. Conoscendo bene tutte queste arti, compose vari libri sull'arte militare, sul dissodare i terreni incolti, sull'arte del governare, sulle opere idrauliche

Le campane tutte si suonano con martelli di legno e non potrebbero resistere a martelli di ferro, e così nel suono non si possono paragonare alle nostre.

 

Architettura

Ricci costruisce la prima casa all'europea a Zhaoqing e la prima chiesa cattolica a Pechino in stile europeo; continuamente chiede a Roma libri di architettura e mostra quelli che ha, come si evince dal passo sotto citato. Chiede anche incisioni su rame di edifici storici europei da mostrare e donare ai cinesi, come fa con l'Imperatore, al quale trasmette una incisione del Palazzo dei Dogi di Venezia. Non vi furono immediate ripercussioni sulla architettura cinese. Per osservare i primi significativi influssi bisognerà attendere il regno di Qianlong, nella seconda metà del Settecento, che assegna a Giuseppe Castiglione l'incarico di disegnare il Palazzo d'estate a Pechino; ma per una presenza massiccia dell'architettura occidentale in Cina bisognerà attendere il XX secolo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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