Padre Matteo Ricci
 

Sezioni della mostra

 


Prima parte

Ricostruisce il tessuto culturale e artistico dell'Occidente da cui muove Ricci negli anni del Rinascimento matur.

In mostra, per la prima volta in Cina, dipinti di alcuni fra i maggiori artisti italiani del tempo (tra cui Raffaello, Tiziano, Lorenzo Lotto, Federico Zuccari, Federico Barocci, Giulio Romano, Simone De Magistris) accanto ad altre opere, documenti e strumenti scientifici che attestano la compiutezza e l'importanza degli innesti di conoscenze ed esperienze della civiltà europea in Cina: libri e manoscritti, tra cui l'Astronomicum caesareum di P. Apianus, il Theatrum orbis terrarum di Ortelio, una copia del quale Ricci regalò all'imperatore, la Humani corporis fabrica di Vesalio e la Biblia poliglotta di Anversa, insieme ad altre decine di preziose cinquecentine, rilegature artistiche, incisioni su rame e modelli in scala della Roma antica e rinascimentale, strumenti musicali, macchine leonardesche e dispositivi meccanici, congegni per la misura del tempo e dello spazio, nonché pezzi di arredamento tardo rinascimentali e i famosi arazzi su cartone di Raffaello, attualmente conservati presso la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, a ricostruire l'ambientazione tipica dei palazzi italiani di fine '500.


Seconda parte

Illustra il mondo che Matteo Ricci trova in Cina al suo arrivo e ricostruisce, attraverso documenti originali e oggetti d'epoca cinesi, il "viaggio", ossia l'esperienza di incontro, dialogo e comunicazione compiuta da Ricci e dai suoi interlocutori cinesi da Macao (primo approdo) a Pechino, dove è tuttora conservata la tomba del grande pioniere.

Le opere cinesi esposte evocano gli aspetti fondamentali della civiltà cinese con i quali Ricci si è misurato, la lingua e la scrittura, la produzione libraria, le tre grandi religioni (confucianesimo, buddismo e taoismo), le opere prodotte da Ricci e dai suoi amici in Cina, libri, carte geografiche, strumenti scientifici. Un accento particolare viene posto sulla vita e sulla comunità dei letterati cinesi, dalla quale Li Madou fu accolto e riconosciuto maestro.

Preziosi oggetti in oro e giada evocano il fascino della corte di Wanli, nella quale il letterato straniero ebbe libero accesso. In mostra anche un dipinto che i cinesi attribuiscono allo stesso Ricci raffigurante un paesaggio con bosco nei dintorni di Pechino

 
 

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