Padre Matteo Ricci
 

Matteo Ricci in Italia. Dal silenzio alla scoperta

Conferenza di Filippo Mignini

 
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Sede
 
Pechino - Teatro dell'Istituto Italiano di Cultura
 
 
Periodo
 
30 maggio 2010 - ore 16.00
 
 
Organizzato da
 
Istituto Italiano di Cultura di Pechino
 
 
Descrizione
 

La conferenza intende presentare al pubblico cinese la storia della "fortuna" o piuttosto "sfortuna" di Matteo Ricci in Italia dalla sua morte (Pechino 1610) a oggi. Diversamente da quel che è avvenuto in Cina, Ricci ha conosciuto in Italia per circa tre secoli una storia di silenzio e d'oblio.

Subito dopo la sua morte, della sua opera storica si impadronì il confratello belga N. Trigault, che la tradusse in latino e pubblicò a proprio nome in Germania nel 1615. Tutta l'Europa conobbe Trigault, ignorandone il vero autore. Nei decenni successivi la polemica sui cosiddetti "riti cinesi" e la loro condanna ufficiale da parte di Roma (1704-1742) fecero cadere sulla memoria di Ricci un profondo silenzio.
Una nuova fase ha inizio nel 1911, lo stesso anno che vede in Cina la caduta dell'ultima dinastia e il passaggio alla modernità, con la prima pubblicazione dei manoscritti dell'opera storica (Della entrata della Compagnia di Giesù e Christianità nella Cina) e delle Lettere (1913). Questa seconda fase è caratterizzata dalla riabilitazione della figura e dell'opera di Ricci da parte della Chiesa (Pio XII nel 1939) e dal progetto di una edizione nazionale delle Opere complete. Questo progetto, avviato con la pubblicazione delle Fonti Ricciane di P. D'Elia, fu interrotto quasi all'inizio dalla morte del curatore negli anni Cinquanta.
L'ultima fase degli studi ricciani ha inizio con il convegno che nel 1982 celebrò il quarto centenario dell'arrivo di Ricci a Macao e con l'avvio di un nuovo progetto di edizione e traduzione delle Opere complete, condotto dall'Istituto Ricci di Macerata. Il progetto, che prevede la pubblicazione di dieci volumi entro il 2011, è caratterizzato dalla stretta collaborazione di studiosi italiani e cinesi. Sette giovani studiosi cinesi hanno finora collaborato al progetto, soggiornando per tre anni a Macerata e lavorando alla traduzione delle opere cinesi di Ricci, testi molto complessi che richiedono competenze diversificate e che difficilmente possono essere editi e interpretati da una sola persona.

La stretta collaborazione tra studiosi italiani e cinesi costituisce una vera novità nella tradizione degli studi ricciani: rinnovando all'inverso la collaborazione offerta a Ricci dagli intellettuali cinesi quattro secoli fa, è anche la migliore premessa per i loro sviluppi futuri. Il compito principale che ci attende è infatti quello di cercare in Cina ulteriori documenti cinesi, in particolare lettere, sull'attività di Ricci e sul ruolo svolto dagli intellettuali cinesi che hanno collaborato con lui. Il recente riconoscimento di questo progetto da parte del Ministero degli esteri cinese, che ha attribuito una borsa di studio triennale a una giovane studiosa che verrà tra un mese a Macerata per avviare tali ricerche, costituisce un incoraggiamento importante per i loro futuri sviluppi.


Ingresso libero. Italiano e cinese.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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