Padre Matteo Ricci
 

Studiosi a confronto sull'attualità di Ricci e le prospettive degli studi ricciani

 
Il saluto del presidente Ciaffi
Il saluto del presidente Ciaffi

I lavori si sono aperti oggi a palazzo Buonaccorsi. Diretta streaming nel sito del comitato



Mercoledì 23 novembre 2010

Si è aperto oggi pomeriggio nella splendida cornice della sala dell'Eneide di Palazzo Buonaccorsi a  Macerata, il convegno "Attualità di Ricci. Interpretazioni testi fortuna" promosso dal Comitato celebrazioni e dall'Istituto Ricci. Nel portare il suo saluto il sindaco Romano Carancini ha sottolineato come macerata sia sempre stata in primo piano negli studi ricciani, fin dal 1910 quando ospitò il convegno di geografi sulla cartografia ricciana e come la conclusione dell'anno ricciano apra nuovi scenari in questo ed altri settori che devono vedere uniti e operose le varie componenti cittadine per raccogliere una sfida che vede macerata, le marche, ma anche l'Italia e, l'europa verso scenari aperti alla collaborazione con l'oriente e la Cina.

Della vocazione della città verso l'Oriente ha parlato anche il rettore dell'Università Luigi Lacchè, ricordando Matteo Ricci e Giuseppe Tucci e sottolineando come Macerata deve tenere alto lo studio di questi illustri orientalisti. "Le celebrazioni sono un'occasione - ha proseguito il rettore - per  individuare un percorso verso il futuro che metta a frutto le esperienze che in questi anni sono state maturate nel settore degli studi ricciani e dei rapporti con la Cina".

 
Un momento del convegno
Un momento del convegno

"La caratteristica del convegno sull'attualità di Ricci e della mostra inaugurata nei giorni scorsi - ha detto il presidente del comitato Adriano Ciaffi - qualificano la ricorrenza centenaria per la qualità universale del messaggio ricciano e occorre mantenere questa visione alta nel dibattito sulle prospettive future".

I lavori sono stati quindi introdotti da Filippo Mignini dell'Istituto Ricci che ha delineato gli obiettivi dei tre giorni di lavori, tracciando anche le prospettive degli studi ricciani.  Tra queste c'è la ricerca delle fonti cinesi dell'opera di Ricci. "Il gesuita maceratese ha scritto centinaia di lettere - ha detto Mignini - a studiosi e letterati cinesi e nessuna ci è pervenuta". La ricerca di queste fonti è il lavoro che l'Istituto sta realizzando, con il sostegno del governo cinese grazie al quale una studiosa sarà per tre anni a Macerata per recuperare queste fonti preziose. E ancora le giornate di studio cercheranno di mettere a fuoco l'influenza di Ricci nell'area confuciana ed anche in Europa,  i nuovi contributi per la storia dei riti cinesi e la lettura analitica delle opere.

 
Il saluto del sindaco Carancini
Il saluto del sindaco Carancini

Veronique Cheynet Cluzel  dell'Isitut Ricci di Parigi ha approfondito i segni tangibili ancora oggi dell'impresa ricciana, dalla tomba custodiata a Pechino alla sinologia, fino al Gran Ricci. Si tratta di un'opera importante, 50 anni di lavoro, 7 volumi di 1200 pagine che costituisce il più grande dizionario di cinese verso una lingua europea (francese), iniziato dai padri gesuiti e portato a termine dall'Istitut Ricci parigino.

I lavori - che potranno essere seguiti in diretta streaming nel sito www.padrematteoricci.it - riprenderanno domattina alle ore 9 nell'aula magna dell'Università sul tema dei nuovi documenti per la storia dei riti cinesi e sulle ricostruzioni testuali e forme linguistico-retoriche dell'opera di Ricci.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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